Quello che volevo veramente era uno spazio facile, indefinito dove vivere tranquillo. Volevo essere lasciato in pace.
 

Fare mattina

iris-ametista:

apro gli occhi la mattina e rivedo la sera prima: il locale che chiude quando tu ancora non arrivi; la macchina non funziona, è agosto e la spiaggia è lontana e allora faccio un giro in montagnola. Anche oggi è già domani e hai già deciso che non rimani, lasci a casa le tue chiavi, chissà che piani hai! Se penso agli addii, non esisto più gli addii, siamo sempre collegati anche quando non lo sai. E vorrei averlo perso quell’attimo in più per lasciarti andare meglio, ma pensa te che bel risveglio senza un’anima intorno! Amore mio, oggi sono solo io e voglio stare bene: metto gli occhiali da sole. 

Ho capito ora quanto valeva: quella fuga da scuola, far l’amore in cantina, un viaggio senza meta, camminare alla cieca, la notte passata a fare mattina. In un treno per Grosseto forse ti ritrovo in un sorriso a casa, in un dito sul libro o in un posto vuoto. Se penso agli addii, non esisto più gli addii, siamo sempre collegati anche quando non lo sai. E vorrei averlo perso quell’attimo in più per lasciarti andare meglio, ma pensa te che bel risveglio senza un’anima intorno! Amore mio, oggi sono solo io e voglio stare bene: metto gli occhiali da sole.

E chissà se in un altro universo, un divano qualunque magari è un bel posto. E chissà se questo tempo perso ce lo riprenderemo indietro un bel giorno.

"Puoi confondere anche gli altri, si, ma non me
che potrei scriverti a occhi chiusi come il mio nome”
— 8 miliardi di persone, Frah Quintale (via iris-ametista)
"Ma quanto bello sarebbe tornare indietro
invece oggi è oggi
e oggi non ci sei
e non ci sono neanche io
io mi sono fermato un po’ di tempo fa
a chiedermi che combino
che non combino
mai niente di buono
il mio buono eri tu.”
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